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Papellcube è presente nel mercato grazie a 5 generazioni di specialisti nel settore.

Fu Salvatore Patorno a dare inizio a questa lunga storia, a metà del '800 a Palermo come raccoglitore e rivenditore di pelli grezze; nei primi del '900, il figlio Onofrio iniziò nel settore della conciatura delle pelli acquisendo una tale professionalità da divenire negli anni '30 fornitore della scuderia della reale casa Savoia, ricevendone dallo stesso Re Vittorio Emanuele III, attestazione di benemerito, anche le più grosse fabbriche d'Italia di scarpe e pelletteria dell'epoca si rifornivano dalla prestigiosa azienda palermitana con sede nel borgo marinaro di Sferracavallo.

Uno tra i figli portò avanti l'attività di famiglia, Vincenzo Patorno (1921-2006) che insieme alla moglie, nel dopoguerra decise di accettare la direzione di un imponente progetto a San Paolo del Brasile presso “CASA DONNABELLA” l'idea era di conciliare le tecniche produttive italiane con l'utilizzo delle pelli esotiche di oltre oceano (coccodrilli, pitoni, ecc..) la caduta del governo in Brasile, la rivolta popolare, rese inutili tutti gli sforzi, ma grazie all'acquisizione di nuove tecniche produttive, armato di tenacia, decise di tornare in Italia e nel 1952 iniziò la produzione di borse professionali in cuoio, con il marchio «Patorno».

Successivamente l'attività venne incentrata sul commercio in grande distribuzione di borse e pelletteria nella storica sede di Via Alessandro Paternostro nel meraviglioso centro storico di Palermo (1960 - 2002), senza mai tralasciare la produzione propria di articoli in cuoio.

A questa immensa esperienza ed alla saggezza dei genitori negli anni '90 Giuseppe Patorno, l'attuale editoriale aggiunse l'intraprendenza e la creatività imprenditoriale, che sensibile alle continue richieste della clientela portava all'innovazione dei vari settori.

Oggi Vincenzo, la 5ª generazione ha sentito l'esigenza di portare avanti il progetto del nonno, ponendo al primo posto lo stile e la qualità made in Italy che li ha sempre contraddistinti, prendendo spunto dai vecchi carta modelli degli anni 50, mettendo insieme un giovane team che lavora unito, un nuovo logo che fonde il passato ed il presente, a dato vita alla nuova produzione.